Accessibility Tools

Skip to main content

Gnocchi con la grattacacio


Gnocchi lavorati sulla grattugia per raccogliere sughi rustici e corposi.

La storia

Gli gnocchi co' a grattacacio in dialetto, vengono così chiamati per l'utilizzo della grattugia nella preparazione, che di fatto gli conferisce quella tipica superfice ruvida, la stessa che consente allo gnocco di trattenere il prezioso condimento.

Ideali con la pasta al sugo o al ragù, questo primo sta bene con qualsiasi tipo di condimento della cucina nostrana. 

La ricetta

Ingredienti

  • Farina
  • Acqua
  • Sale

Preparazione

Prima di tutto impastare acqua e farina fino ad ottenere la giusta consistenza. Poi formare dei cannelli di pasta dello spessore di un centimetro e mezzo circa e tagliare a pezzetti di 2 -3 centimetri. Appoggiare il pezzetto di pasta sulla grattaformaggio e premervi sopra con le dita facendolo rotolare, avvolgendo la pasta su se stessa e dandogli la forma di un maccheroncino bitorzoluto. Così lavorato, lo gnocco acquista delle tipiche scanalature “a quadrettini” che gli donano una particolare consistenza e trattengono meglio i gustosissimi sughi, realizzati alla vecchia maniera. Che sugo? Quello più adatto, che si usava nella cucina antica, si fa con un soffritto di strutto, carota, cipolla e sedano tritati, una o due fette di guanciale e pomodori pelati. Qualcuno ci aggiunge un pizzico di maggiorana. A tavola si completa il condimento con una manciata di pecorino. Oggi, chi non ha dimenticato questo piatto caratteristico, lo aggiorna e preferisce un sugo più ricco di carne di maiale, e sostituisce lo strutto con l’olio d’oliva.