La storia
La tradizione del vino a Vignanello ha radici antichissime - addirittura risalenti al IV secolo a.C. A testimoniarlo è uno stamnos falisco ritrovato nella necropoli del Molesino, dove Dioniso svela a suo figlio il segreto del vino (oggi visibile al Museo di Villa Giulia a Roma). Da sempre il vino di Vignanello ha avuto come principale mercato Roma: già nel XVI secolo il “Greco di Julianellum” - l’antico nome del paese - era servito sulle tavole dell’aristocrazia ecclesiastica grazie a Ortensia Farnese, che governava il territorio.
Nel Novecento la produzione locale fa un salto di qualità grazie a figure come il prof. Francesco Dramis, direttore della prima Cantina Sociale nata nel 1903, e all’enologo Paride Soprani, che diffusero i vini vignanellesi con passione e competenza. Nel 1911, il “Greco di Vignanello” ottenne addirittura la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di Torino.
Negli anni ’60, un gruppo di piccoli agricoltori unì le forze dando vita alla cantina sociale “Enotria”, poi “Colli Cimini”. Nello stesso periodo nacque anche la “Co.Vi.Vi” - Cooperativa Viticoltori Vignanello - che contribuì a consolidare la tradizione vitivinicola del territorio. I riconoscimenti ufficiali non tardarono ad arrivare: nel 1989 il vino di Vignanello ottenne l’IGT “Colli Cimini” e nel 1992 la DOC “Vignanello”.
Oggi la tradizione continua grazie a tre realtà principali:
- Cantina dei Viticoltori dei Colli Cimini, nota per il Greco di Vignanello, il Molesino e il Vignanello Rosso Riserva Rulliano;
- Tenuta Mara Olivieri, che valorizza i vitigni cresciuti sulla roccia vulcanica, dal caratteristico gusto minerale;
- Cantina Salenero, con il suo Aliano, un vino profumato di erbe aromatiche tipiche della zona;
- Casamecocci Winery, che racconta il territorio con il suo Malandrino, frutto di vitigni autoctoni come Malvasia puntinata, Trebbiano giallo e Greco.
Una storia lunga oltre duemila anni, fatta di passione, territorio e un calice di vino che continua a raccontare Vignanello al mondo.